mercoledì 28 novembre 2007

28 novembre
Ho da fare una proposta su come condurre le inchieste giudiziarie che coinvolgono i politici. Premesso che è giusto e sacrosanto che i giudici abbiano la loro personale tendenza politica, (i loro genitori li hanno fatti studiare anche per questo) le indagini dovrebbero essere condotte in duplice coppia: un giudice dichiaratamente di destra e uno altrettanto di sinistra. Ben vengano tutte le intercettazioni possibili sui personaggi che, per scelta loro, hanno un ruolo pubblico, anzi, nota di merito al giudice che ha raccolto più dati. Per il giudizio: A) aringa del giudice di ds. che esordisce con: io amo Berlusconi... B) aringa del giudice di sinistra: viva Prodi ecc...
Giudizio finale: si cerca una signora Maria, di quelle di provato buon senso che dicono cosa vuole che interessi a me la politica, con 3 figli da crescere con 1200 E. al mese! e il giudizio diventa inappellabile.
Il rischio è che poi la povera signora Maria venga perseguitata da qualcuno e trasferita altrove ma, tanto, ha così poco da perdere...!! Il vero problema è che non mancano giudici ammanicati con la politica ma mancano le incontaminate signore Marie.

lunedì 19 novembre 2007

19 novembre
Non ne posso più: non mi interessa nientissimo del delitto di Garlasco ne' di quello di Perugia se non la triste vicenda umana di 2 povere ragazze che sono morte. Però, detto una volta, ho capito, "partecipo al dolore delle famiglie" e, per favore, BASTA PARLARNE. Però, per sapere qualcosa di quel che succede in Bangladesh e nelle miniere dell' Ucraina, mi tocca ascoltare un telegiornale o un giornale radio o un gazzettino regionale o una cronaca cittadina.. E per sapere quello che mi interessa devo forzatamente sentire che a Perugia c' è un quarto indagato e che sul pedale della bicicletta...., perchè dei 10000 morti se ne parla solo in seconda battuta. Ma, per sapere come si evolve la vicenda del giudice di Catanzaro, cosa è stato proposto nella finanziaria, chi è il nuovo moroso della Ventura e tante altre cose, pur disposta a passare attraverso Garlasco e Perugia cosa devo ascoltare?

giovedì 8 novembre 2007

Buon giorno!!! anche se il tempo è brutto.
Ricordo che facendo per la prima volta un incontro di meditazione seguivo le indicazioni del "treiner" (concentrati sui tuoi piedi, senti un' onda fresca che percorre la tua spina dorsale,... ,cose simili), con la solita ansia da paura di sbagliare, compagna fedele della mia vita. Paura di essere inadeguata, anzi, no, poco diligente e quindi colpevole.
A un certo punto una frase magica: "in questo momento non c'è niente che tu debba fare bene. Tutto quello che senti è giusto. Sei tu e fai quello che puoi come puoi"
E' stato come bere un bicchiere d'acqua fresca dopo aver camminato nel deserto, ricordo bene la sensazione. Da allora quando mi capita di sentirmi in colpa per qualcosa, anzi, quasi sempre per non aver fatto o detto qualcosa, mi chiedo se io possa dire di aver fatto comunque quello che potevo senza calcoli e strategie e essendo del tutto e onestamente me stessa. Se posso dirlo sento un sorso d' acqua fresca che non spegne gli incendi ma fa bene.

mercoledì 7 novembre 2007

Quanto si impara stando un giorno coi bambini!
Nessun freno e nessun pudore nell' abbracciarti ogni volta che lo desiderano, nel dirti cento volte ti voglio bene, nello stamparti quei bacini impiastriciati per cui, altro che trucco, devi lavarti la faccia tante volte.
Questo rapporto totalmente istintivo e libero crea immensa tenerezza e complicità: è amore.
E noi, cresciuti a pane e " uomo che non deve chiedere mai", a competizioni e arrivismi, noi che ci siamo impostati con cura per evitare delusioni, noi che ci siamo dimenticati di essere stati bambini, ci prendiamo delle belle boccate di ossigeno.
Meglio una delusione che un rimpianto. L' ho imparato da nonna. Grazie Matilde

martedì 6 novembre 2007

Ciao Vale
Matilde ha avuto il suo primissimo impatto con la morte. Ha visto un uccellino caduto dal nido e, sgomenta, ha assistito alla sua sepoltura.
Mi chiedo se sia giusto abituarsi gradualmente fin da piccoli a eventi spiacevoli o se sia meglio vivere il più a lungo possibile in una realtà incontaminata rimandando a più tardi le disillusioni.
Io sarei per l' ipotesi B, ma chi glie lo insegna agli uccellini a non buttare più giù dal nido i piccoli morti quando passa la Mati?

lunedì 5 novembre 2007

Budapest è una città meravigliosa e sono davvero contenta di averla vista.
E' una città ricca di storia e di cose da vedere ed è pulita,ordinata, tenuta benissimo e con grande cura. ( Sono stata a Firenze 2 settimane fa e, onestamente, non posso dire lo stesso.)
Tra le tante visite fatte sono stata anche a vedere la ''Casa del terrore'', sede della polizia nelle epoche dell' invasione nazista prima e sovietica dopo. Lì sono conservati documenti, filmati, foto strazianti che testimoniano le persecuzioni subite dal popolo ungherese. Per la precisione al terzo piano è documentata l'epoca nazista, al secondo piano quella comunista.
Nei sotterranei le carceri: celle disumane, sale di tortura e... altro.
Ma certi nostri senatori non hanno tenuto una discussione accesa per voler dare un senso, un valore, un ideale, un' identità molto diversa a ciascuno di questi regimi? Io onestamente non riesco a distinguere in quelle foto in cui si vedono ruspe che ammassano cadaveri quale differenza di malvagità ci sia tra le (quasi identiche) immagini del secondo e del terzo piano.
I visitatori erano in gran parte giovani e parecchi non trattenevano le lacrime.
Me lo spiegano certi senatori se quei ragazzi sono solo smidollati senza ideali se il fatto che piangessero al secondo o al terzo piano può fare la differenza?

giovedì 1 novembre 2007

Ciao!!!
Qualche mese fa mia figlia Valentina mi ha invitato allo Iulm ad assistere a una conferenza nella quale anche lei sarebbe stata relatrice. Le ho chiesto quale fosse l'argomento trattato e lei mi ha risposto: i blog. Pausa di panico e silenzio da parte mia. Che cavolo sono i blog? Di chiederlo non se ne parlava nemmeno, dato che le mie non conoscenze tecnologiche hanno sempre spazientito, anzi, creato compatimento, rassegnazione e tristezza nei miei (3) figli. Ma pazienza, per la creatura si fa questo ed altro.
Vado allo Iulm, assisto a uno snocciolare inquietante di termini incomprensibili in inglese, mi annoio a morte salvo quando parla la mia bambina che mi riempie di orgoglio (pur non capendo cosa dice), e metto a fuoco un' unico concetto fondamentale: oggi chi non ha il suo blog è uno sfigato e quasi quasi non è degno di far parte della società.
Ecco il mio risveglio sociale: ho un blog.
E pazienza se sono qui a seguire le istruzioni scritte da mia figlia su un foglietto. Nome, password(che poi perchè non si chiama codice, metti?), premi, scusa, clicca su nuovo post.....
L'importante nel 2007 è non far parte del popolo degli sfigati! Se poi ti viene un po' di ansia basta non dirlo a nessuno.
Adesso vado perchè parto per Budapest per il week end o meglio per il fine settimana. A presto